20/02/2017

PCOfficina

SOSTIENI PCOfficina! PARTE IL TESSERAMENTO 2017

pcofficinaLo sappiamo che vi sono innumerevoli motivi “climatici” per soffrire di “freddo al portafoglio”, ma abbiamo veramente bisogno di voi!

Come vedete le nostre attività sociali di donazione stanno moltiplicandosi e con la nuova sede siamo tornati veramente super attivi per realizzare, nel piccolo, una altrettanto piccola rivoluzione: riportare a Milano la filosofia che l’Informatica Libera è l’Informatica che fa bene alla cittadinanza e che un computer salvato dalla spazzatura fa bene all’Ambiente (di tutti) e all’economia domestica (personale).

Però vi confessiamo anche papale papale che, come in tutte le cose, anche le cose belle hanno un costo monetario a questo mondo e perciò senza nasconderci dietro un dito vi chiediamo di sostenere economicamente la nostra battaglia di sopravvivenza!

All’anno abbiamo da pagare un contributo alle spese del luogo che ci ospita di 400 euro e per garantire l’incolumità di tutti i nostri tesserati abbiamo stipulato una copertura assicurativa che aggiunge altri 250 euro facendo così lievitare il computo totale a 650 euro circa totali che dobbiamo rintracciare.

Non è una cifra altissima, ne siamo consapevoli, ma contate che tutti noi siamo volontari e che PCOfficina eroga i suoi servigi alla cittadinanza spessissimo in modalità “tutto gratuito” e solo qualche volta “ad offerta libera”. Questo perché non vogliamo proprio sembrare (né essere) un negozio low budget e perché pensiamo che un gesto gratuito (o quasi) connoti un amore spontaneo per la condivisione di saperi/pratiche realmente “dal basso”.

Però, appunto, poi “i conti della serva” a fine anno bisogna farli. Quindi vi invitiamo tutti/e a venirci a trovare il martedì sera nella nostra nuova sede all’Anfiteatro Martesana e a sottoscrivere la tessera associativa per il 2017, aiutandoci a sostenere questa nostra missione!!!

Si parte da un’offerta (comprensiva di copertura assicurativa) di 10 euro e poi, se volete, se ci riuscite, potete eventualmente caricare l’offerta di qualche euro in più per aiutarci a fare ancora di più, ancora meglio, del bene alla cittadinanza.

Noi ci teniamo a ciò che facciamo e vogliamo continuare a farlo!
Ma senza di voi non sapremmo come fare!

Orsù, cittadino, cittadina, tesserati a PCOfficina! 🙂

AVi Lug

22 febbraio 2017: Workshop LibreOffice, prima serata

AVi LUG, in collaborazione con Informagiovani del Comune di Schio organizzano Workshop LibreOffice.

Tre eccezionali serate per approfondire la conoscenza di LibreOffice, e dei suoi strumenti:

  • Writer, il programma per la videoscrittura
  • Calc, il foglio elettronico potente e flessibile
  • Impress, per creare presentazioni multimediali facili e divertenti
  • …e gli altri programmi della più diffusa suite per l’ufficio libera e gratuita.

A tenere le serate sarà Enio Gemmo, membro fondatore dell’associazione Libre Italia, che illustrerà le migliori caratteristiche di LibreOffice, approfondendo le funzioni più potenti ma meno conosciute.

  1. Mercoledì 22 febbraio 2017 – ore 21.00 – 22.30
  2. Mercoledì 8 marzo 2017 – ore 21.00 – 22.30
  3. Mercoledì 15 marzo 2017 – ore 21.00 – 22.30

Le serate si terranno presso l’Aula Informatica del Comune di Schio, alle Barchesse di Palazzo Fogazzaro – Via Pasini, 46 – Schio (VI).

L’accesso è gratuito, ma i posti sono limitati, quindi è obbligatorio iscriversi a questo indirizzo.

Per informazioni, scrivere a info CHIOCCIOLINA avilug PUNTO it.

18/02/2017

LUG Manzoni

Chi è Pavel Durov ?

Chi è Pavel Durov ?

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Il creatore di Telegram.

 Inoltre, Telegram è gratis e, a differenza di WhatsApp, non ha intenzione di proporsi come piattaforma dove le aziende possano contattate gli utenti: ma allora qual è il business model di Telegram? Attualmente nessuno: Telegram non fa soldi e, per il momento, si basa unicamente sulle ricchezze del suo fondatore, Pavel Durov. Questo nome riecheggia spesso tra i più interessati di tecnologia, ma non ha assolutamente la stessa risonanza mediatica del coetaneo e “collega” Mark Zuckerberg: quindi, insomma, chi è Pavel Durov?

Pavel Durov è un imprenditore e informatico russo; nato a San Pietroburgo nel 1984, ha vissuto in Italia una parte della sua infanzia, quando suo padre era docente di Filologia all’Università di Torino, città dove ha frequentato alcuni anni di elementari. In giovinezza, passa molto tempo a stretto contatto col fratello maggiore Nikolai, matematico ed informatico esperto verso cui Pavel nutre grande ammirazione.

Personalità eclettica e interessata in diversi campi di studio, Durov dedica molto tempo alla cura di sé: è vegetariano, non beve e non fuma, veste sempre di nero e si definisce un libertario.

Nel 2006, dopo la laurea in Filologia, Pavel inizia a lavorare su VKontakte (In contatto in russo), il social network che successivamente gli farà guadagnare l’appellativo di Mark Zuckerberg russo. VKontakte (noto anche come VK) nasce come piattaforma per scambiarsi gli appunti ma, proprio come Facebook, diventa in breve tempo un social network con tutte le funzioni del caso: seguire i propri amici, commentare i post, guardare le foto, mettere Like e così via.

Logo di VKontakte
Logo di VKontakte

In poco tempo VK ottiene subito un gran successo nei paesi dell’ex Unione Sovietica, in maniera praticamente parallela a Facebook: in 6 anni il social network di Durov raggiunge 200 milioni di iscritti e diventa un importante punto di aggregazione per i ragazzi russi. Tuttavia, c’è una grossa differenza tra Facebook e VK poiché su quest’ultimo (per volere dello stesso Durov) vige una sorta di anarchia: fioccano i contenuti illegali e non ci sono forme di “controllo” per pagine e contenuti.

Il successo di VK continua a crescere: il social network viene utilizzato da sempre più persone, tra cui il famoso attivista Alexei Navalny, che aveva denunciato gli abusi della polizia russa.

Il governo di Putin non gradisce le critiche mosse tramite VK e decide di muoversi con la forza: l’8 dicembre 2011 Pavel Durov trova il proprio appartamento circondato dagli agenti dell’FSB (agenzia governativa nata dalle ceneri del KGB), che gli intimano di cancellare la pagina del suddetto attivista. Tuttavia, Durov non solo si rifiuta di eseguire gli ordini, ma risponde all’attacco con un tweet in cui pubblica la lettera inviatagli dal governo e un cane che fa la linguaccia.

Il governo di Mosca non si aspetta una reazione simile, gli agenti non sanno come comportarsi e passano diverse ore prima che l’assedio alla casa termini.

In seguito a questo episodio, i rapporti tra Durov e il governo di Mosca si incrinano: d’altronde, Pavel è una figura controversa e difficile da gestire, un libertario che crede fermamente nella condivisione delle informazioni e che loda Internet come luogo di scambio libero tra gli utenti.

Per dare un’idea migliore di chi è Durov, basta citare alcuni episodi della sua vita, che hanno avuto un’importante risonanza mediatica: ad esempio, per il suo 26° compleanno, l’imprenditore russo ha donato 1 milione di dollari a Wikipedia.

Ma ancor più emblematico è un aneddoto che risale al 2012, che in un’intervista a TechCrunchDurov ha definitouno dei momenti più divertenti nella storia dell’azienda. VK aveva ricevuto grandi finanziamenti ed era previsto un bonus economico per un vicepresidente della società; tuttavia, ai complimenti di Pavel e dei colleghi, il dirigente risponde dicendo che non gli interessa nulla dei soldi, che lavora a VK per l’idea e non per il denaro.

Allora Durov propone di buttare via i soldi: il vicepresidente in questione inizia a lanciare contanti dalla finestra, ma Pavel lo riprende: Non lanciarli in questo modo, fallo in maniera più creativa.

Così, Durov e soci iniziano a piegare banconote da 5.000 rubli (circa 155$, al cambio dell’epoca) a forma di aeroplanino e a lanciarli dalla finestra del loro ufficio sulla Prospettiva Nevskij, la strada principale che attraversa San Pietroburgo. Ovviamente la pioggia di denaro attira parecchia gente e il team di VK smette di lanciare aeroplanini fatti con le banconote quando la folla inizia ad azzuffarsi per i soldi.

Un’azione talmente eclatante non fa che peggiorare i rapporti tra il governo di Mosca e l’informatico, che nel 2013 viene formalmente accusato di aver investito un agente di polizia.

Durov sostiene che si tratti di un’accusa completamente inventata, ma le indagini proseguono e coinvolgono la Sledkom (una sorta di servizi segreti russi), che presto iniziano ad investigare anche su VK, perquisiscono la sede e mettono le mani sui documenti dell’azienda. Nel frattempo, due dei maggiori investitori di VK, Vyacheslav Mirilashvili e Lev Leviev, vendono le loro quote alla United Capital Partners (UCP), una società vicina al governo che prima d’ora non aveva mai investito in tecnologia.

Nel 2014 anche Durov vende le sue quote della società (il 12%) e, pur rimanendo amministratore delegato per un po’ di tempo, viene successivamente licenziato da VKontakte, l’azienda che lui stesso aveva fondato, dopo aver supportato le proteste di alcuni attivisti ucraini ed essersi rifiutato di condividere i dati su questi ultimi in possesso da VK.

A quel punto Pavel, insieme al fratello Nikolai, decide di lasciare la Russia per dedicarsi al suo nuovo progetto, Telegram. I due fratelli Durov “acquistano” la cittadinanza nelle Isole di Saint Kitts e Nevis, un minuscolo stato dell’America Centrale, grazie ad una donazione di 250.000$ allo zuccherificio locale, la Sugar Industry Diversification Foundation.

Un murales che ritrae Pavel Durov (San Pietroburgo, Russia). Foto di Wikimedia
Un murales che ritrae Pavel Durov (San Pietroburgo, Russia). Foto da Wikipedia

Grazie a questo passaporto, i due fratelli scelgono una vita di nomadismo e, insieme ai restanti 12 ingegneri che compongono il team di Telegram, iniziano a spostarsi continuamente tra i paesi europei, per non rimanere troppo tempo sotto la giurisdizione di un solo stato.

Da qui in poi la storia è più o meno nota alla maggior parte dei nostri lettori: col tempo Telegram è diventato il colosso che è ora e Durov ha sempre sostenuto che la società non guadagnerà mai soldi tramite i metadati degli utenti.

Secondo quanto dichiarato nelle FAQ, le uniche forme di monetizzazione accettabili (in futuro) saranno donazioni volontarie o funzioni aggiuntive a pagamento (che comunque non mineranno la struttura attuale di Telegram).

Il logo di Telegram: un aeroplanino di carta
Il logo di Telegram, un aeroplanino di carta. Vi dice nulla?

Durov è un personaggio complesso e decisamente atipico nel mondo dell’informatica e il suo progetto, Telegram, rispecchia per moltissimi aspetti la sua visione del mondo.

Con questo editoriale abbiamo cercato di fornirvi una panoramica sulla sua vita: se volete saperne di più, potete seguirlo su Twitter. A proposito, non dimenticate di notare che come sito web sul suo profilo Twitter, Durov linka un articolo di Wired intitolato Messaging apps shouldn’t make money.

Giuseppe Tripodi 30/01/2017 ore 19:00 – Aggiornato il 03/02/2017 ore 15:30Telegram ha spesso stupito per le funzioni ricercate e la velocità di aggiornamento: è vero, non ha ancora le chiamate (audio o video che sia), ma è stato tra i primi servizi ad includere un sistema di bot e i canali, ha sempre vantato un’ottima sicurezza nelle chat segrete e, in generale, è sempre stato molto attento alle esigenze degli utenti, implementando appena possibile le richieste più ragionevoli.

Fonti e riferimenti:

17/02/2017

Poetry Hacklab

Recupero dati da nastri magnetici del computer polacco MERA-400

All’incirca nel maggio 2015 Andrea “Mancausoft” Milazzo ci ha messi in contatto con Jakub Filipowicz, che in Polonia si occupa di ricerche storiche sul computer polacco MERA-400; Jakub sta scrivendo un emulatore per questo computer, di cui manca il sistema operativo, praticamente introvabile. (Maggiori dettagli sul sito mera400.pl)

Jakub e’ riuscito a trovare, presso il  Museo di Tecnologia di Varsavia, 5 nastri magnetici contenenti copie del sistema operativo CROOK. Il museo non e’ in grado di leggerli. Dopo qualche mese e’ riuscito a farseli consegnare per tentare un recupero dati ed estrarre, almeno da uno di essi, l’introvabile sistema operativo.

Ci siamo offerti di collaborare da subito in questa impresa, cosi’ ci siamo fatti spedire i nastri, che abbiamo ricevuto tramite corriere, insieme ad un simpatico messaggio di “buona fortuna” che oggi e’ appeso nella nostra biblioteca 🙂

I nastri sono stati utilizzati attorno al 1990; sono stati ben conservati, nelle loro scatole originali, a temperatura costante e sigillati. Sembrano essere scritti in Phase Encoding a 1600 bpi, anche se probabilmente il primo blocco (header) del nastro e’ a 800bpi in standard NRZ, il che potrebbe creare qualche problema ai nostri sistemi di lettura, che leggono solamente 1600 / 3250bpi.

Il nostro Museo dispone di circa 3000 nastri magnetici di varie marche e tipologie; questo ci permette di trovare nastri dello stesso tipo di quelli oggetti di studio e dello stesso periodo storico, sui quali effettuare tutti i test necessari senza effettuare tentativi sui nastri originali, che potrebbero inutilmente danneggiarsi. I test riguardano la consistenza e lo stato del supporto magnetico e le eventuali tecniche necessarie alla sua stabilizzazione per una lettura dei dati (acclimatamento termico, trattamenti chimici, termici e meccanici).

Inoltre, abbiamo proceduto a registrare su questi nastri, precedentemente dumpati e svuotati, con dei pattern di dati per tentarne la lettura. Fatto cio’, abbiamo proceduto al tentativo di lettura tramite il nostro sistema.

I sospetti di Jakub sull’impossibilita’ di leggere i nastri direttamente col nostro lettore (un IBM 9348) si sono rivelati fondati: l’header a 800bpi NRZ non viene riconosciuto dal lettore, e la lettura non puo’ neanche iniziare.

Si pone cosi’ il problema di recuperare un secondo lettore di nastri per effettuare il recupero dati. Nel nostro magazzino giace un tape reader Qualstar 1052, purtroppo privo della sua interfaccia di collegamento al computer (interfaccia di tipo PERTEC). Decidiamo comunque di prenderlo e di dare un’occhiata: l’idea e’ quella di costruire un hardware capace di leggere i dati cosi’ come escono dalla testina, e tradurli in bit.

Aperto il drive, ci troviamo di fronte una scheda logica davvero ben progettata, nella quale spicca una suddivisione delle sezioni del circuito che ricorda le 9 tracce presenti su un nastro magnetico (8 bit + uno di parita’).

L’idea prende corpo: leggere i segnali non tanto dall’uscita della testina di lettura, ma gia’ nel circuto laddove questi segnali vengono trasformati in bit.

I primi test di questo sistema, utilizzando i nostri nastri di prova, vengono effettuati con un Arduino Mega, collegato alla circuiteria del tape, in appositi punti del circuito ricavati analizzando lo schema elettrico del drive, fortunatamente disponibile online. L’aiuto di Enzo “Katolaz” Nicosia, venuto a trovarci appositamente da Londra e, da remoto, di Mancausoft, da Cracovia, e’ stato fondamentale per effettuare questi test 🙂

Mettendo il drive in modalita’ TEST, riusciamo a far scorrere il nastro in maniera lineare dall’inizio alla fine, avanti e indietro; durante questo scorrimento, i dati vengono comunque interpretati dalla circuiteria del tape drive, e quindi possono essere letti dal nostro Arduino Mega.

Una discussione relativa a questo metodo si e’ sviluppata sul Forum della Vintage Computer Federation, ed e’ disponibile qui.

Questo sistema ci porta ad una lettura lineare del nastro, tranne dell’header; inoltre, abbiamo qualche errore di lettura che purtroppo non riusciamo a risolvere, dato che il software dell’Arduino Mega non effettua alcun controllo sulla consistenza dei dati. Il risultato e’ comunque incoraggiante!

A questo punto Jakub propone di procedere diversamente: utilizzare, al posto dell’Arduino Mega, un analizzatore logico (Saleae) a 16 canali, procedere al dump dei segnali dell’intero nastro, ed interpretarli successivamente via software, secondo gli standard definiti su questo documento.

Ordiniamo un analizzatore logico cinese “Saleae” a 16 canali, ma nel frattempo Jakub ci spedisce il suo, con il quale possiamo iniziare i vari test di lettura sui nostri nastri di prova. Durante l’attesa dell’analizzatore, Jakub effettua dei test simulando la circuiteria del tape drive utilizzando LTSpice.

Il software si deve occupare di controllare la consistenza dei dati, risolvere il problema del disallineamento delle tracce tra loro (dovuto ai problemi intrinseci di costruzione di ogni testina magnetica) e di verificare la correttezza del dato tramite il bit di parita’, eventualmente correggendo gli errori di lettura.

Citando Jakub:

“The real problem I see is the processing power needed to do that sampling _reliably_. 1600BPI = 3200 flux changes per inch. At 20in/s (slowest drive speed I know of) it means 64kHz signal. Taking Nyquist frequency into account we need to sample at 128kS/s, but from my experience with such a type of signals (where clocking “floats” due to physical nature of media and drive) we need at least 5x-10x more than the signal frequency, so at least 320kS/s. Now, I don’t know how fast the Qualstar drive goes, but fastest speed for 1600BPI is 200in/s, which requires 3.2MS/s… And even 320kS/s can be a problem for an arduino – with 8MHz CPU you have ~25 instructions per sample to spend, in which you need to not only sample the data, store it in a buffer, do some maintenance work, but also send it to a host (not enough memory to store it locally). I really think that fast programmable logic analyzer is the way to go here. The key is to sample the data with precise intervals, otherwise later analysis becomes impossible.”

 

Uno dei tanti problemi e’ eliminare il “rumore”, una serie di piccoli glitch e variazioni di flusso magnetico che possono essere interpretati erroneamente come dati.

 

Il software viene sviluppato da Jakub Filipowicz con svariati test di lettura e debugging; e’ un bellissimo lavoro scritto in Python ed e’ disponibile su questo link.

Il bello di questo software e’ che e’ capace di leggere nastri magnetici registrati a qualsiasi BPI, quindi possiamo leggere sia l’header a 800 nonche’ tutti i dati successivi a 1600bpi, indipendentemente dalla velocita’ di lettura del nastro stesso.

Regolare ogni parametro di funzionamento del software per estrarre i dati non e’ stato facile, ma alla fine siamo riusciti a leggere correttamente tutti e 5 i nastri magnetici senza alcun errore!

Abbiamo avuto cosi’ delle grandi sorprese: non solo abbiamo trovato una copia del sistema operativo CROOK, ma ne abbiamo trovate diverse versioni (CROOK 3, CROOK 4, CROOK 5), una immagine completa di un disco di sistema installato e funzionante, pronto per essere utilizzato con l’emulatore del MERA-400, nonche’ addirittura il codice sorgente dell’intero sistema operativo, piu’ diversi programmi applicativi.

In particolare, citando Jakub:

“Tapes were written on two different systems: MERA-400 and K-202. K-202 is probably the most famous Polish computer system, a predecessor of MERA-400 (MERA-400 is often called a “production-ready” version of K-202).
Four of five tapes contain source code only, and these sources are absolutely golden: 260 files (dated 1973-1984) contain different versions of various operating systems. For most, if not all of them, there were no preserved copies up until now.
– SOK-1 (K-202 original operating system)
– SOWA (K-202)
– CROOK-1 (K-202)
– CROOK-2 (K-202)
– CROOK-3 (K-202 and MERA-400)
– CROOK-4 (MERA-400)

– SOM (MERA-400)

Huge numer of versions allow for reconstruction of the whole CROOK development process.

Other sources (hundreds of files) include various OS tools and utilities as well as:

* K-202 command shell
* CEMMA analog circuit simulator (several versions)
* 8080 simulator
* ASSK assembler (for MERA-400 and K202, dozens of versions)
* Basic (for K-202 and MERA-400)

And finally, the fifth tape contain several backups of a live MERA-400 system with complete CROOK-3 OS installed. This means we have a binary CROOK-3 “distribution” ready to run in the MERA-400 emulator. There are also users’ home directories with loads of other software in various stages of development.”

Per concludere, ecco il comunicato stampa finale sul lavoro effettuato, scritto da Jakub Filipowicz:

“Recent cooperation between Museo dell’Informatica Funzionante and mera400.pl, a Polish site specializing in preserving history of MERA-400 minicomputer familly, proved to be a great success.

We’ve managed to restore data from 5 NRZ1-encoded 9-track tapes written between early 70’s and early 80’s, despite the fact that we didn’t have an NRZ1 compatibile tape drive at our disposal.

Restoration was done in two phases. First, a low-level tape images were taken by tapping into 9 head signal paths with a logic analyzer, running all five tapes at a low speed of 50 in/s, and sampling the signals at a rate of 1MS/s. This eventually resulted in 2.2GB of raw head signal images ready for further processing.

To convert the signal data into actual files that were stored on a magnetic tape, custom software was needed. Second phase of the restoration process brought to life a software called “Nine Track Lab” – graphical tool that allows not only decoding NRZ1-encoded data, but also fixing problems related to tape age or drive’s read inaccuracies.

Development version of the software is available at: https://github.com/jakubfi/ninetracklab

Final result was a 100% success: 8340 data blocks were correctly read, yielding almost 1500 files written between 1973 and 1984. Among them were 260 files with source code of various K-202 and MERA-400 operating systems that were presumed lost until now: SOK-1, SOWA, CROOK-1, CROOK-2, CROOK-3 and CROOK-4. Other files contain sources of many utilities, as well as binary copies of a CROOK-3 installation taken from a running machine.

This collaboration made it possible to preserve for future generations an important part of Polish IT history. We are not only happy, but also proud that we could be a part of this process.”

Un articolo relativo a questo recupero e’ stato pubblicato sulla pagina Facebook del MERA-400.

Questo progetto non sarebbe stato possibile senza cio’ che, a nostro avviso, e’ la vera identita’ e caratteristica di un Museo: la collaborazione tecnica e scientifica tra ricercatori sparsi per l’Europa (Londra, Cracovia, Varsavia, Cosenza), nonche’ tra strutture ed entita’ diverse (noi, il MIAI di Cosenza, Dyne.org in Amsterdam, il Museo di Tecnologia di Varsavia). Il nostro grazie va a tutti i membri dello staff MusIF / MIAI / Dyne.org ed a tutti i soggetti coinvolti 🙂

Per ulteriori dettagli sul sistema MERA-400, il suo emulatore, software, informazioni tecniche ed altro ancora, vi rimandiamo al relativo sito internet.

Galleria immagini:

L'articolo Recupero dati da nastri magnetici del computer polacco MERA-400 sembra essere il primo su Museo dell'Informatica Funzionante.

15/02/2017

Poetry Hacklab

Riparazione programmatore di EPROM cinese TOP2004

Ci abbiamo preso gusto, con i programmatori di EPROM, dopo la nostra recente riparazione del Willem? (http://museo.freaknet.org/it/willem-pro-4isp-eprom-programmer-fix/)

No. E’ successo che, per verificare alcune EPROM durante la riparazione del Willem di cui sopra, ci siamo resi conto che anche il nostro secondo programmatore di EPROM, il cinese TOP2004, usb, non funzionava piu’.

Con esso riuscivamo solamente a leggere qualsiasi EPROM, ma non a programmarle.

Nominare invano il nome del signore (del piano terra) non ci e’ stato di grande aiuto. Cosi’, ci siamo messi sotto per tentare di risolvere il problema.

Primo passo: recuperare lo schema elettrico di questo programmatore cinese, acquistato anni fa su Ebay quando ancora costava meno di 30 Eur. Impresa non riuscita, schema non trovato 🙁 Se per caso lo trovate, fatecelo sapere.

Ecco una foto della scheda interna:

Si, e’ cinese, ma sembra progettato in modo molto pulito e lineare.

Il regolatore di tensione e’ praticamente identico a quello del Willem, stesso integrato PWM 34063:

Risalendo al funzionamento del circuito, vediamo che la Vpp viene generata correttamente, senza alcun problema! Essa si ritrova sulla piazzola in basso a destra, segnata appunto come “Vpp”.

Da qui, la VPP va sui collettori di tutta la fila di transistor (quella in alto, nella foto sotto) PNP che vanno da Q1 a Q34; sono SMD marcati “2A”, in realta’ secondo il sito http://www.s-manuals.com/smd/2a sono dei MMBT3906, transistor di commutazione ON/OFF, da -40V (sono dei PNP), 200mA.

La fila in basso invece serve a mandare la Vcc ed altri segnali sui giusti PIN. Quelli di lato… vabe’ tocca seguire le piste, magari avessimo lo schema!

A questo punto verifico che in base al tipo di EPROM, uno di questi transistor viene switchato a ON e la Vpp quindi arriva al piedino giusto.

Trovo qual’e’ il transistor dedicato a programmare le 2764 (oggetto del ns test) e mi rendo conto che, col transistor switchato, invece della giusta tensione (12.5V) escono 4V. Suppongo quindi che il transistor sia bruciato.

Una misura effettuata al volo con le SMART TWEEZER ci da’ effettivamente dei valori diversi dai transistor accanto ad esso. I componenti attorno (resistenze, diodi, condensatori SMD) sono tutti a posto.

 

(Le Smart Tweezer sono COMODISSIME, le consiglio vivamente! Misurano di tutto con grande precisione spesso senza dover dissaldare nulla 🙂 )

Sostituisco il transistor (fortunatamente abbiamo una striscia di questi transistor SMD perche’ anni fa riparai un identico programmatore di EPROM 🙂 ) e faccio un test: la sostituzione ha avuto effetto positivo!

Ora il programmatore e’ tornato a funzionare correttamente.

Cosi’ adesso provo qualche altra EPROM… che non riesco a programmare! Toccando il transistor relativo alla Vpp, lo trovo BOLLENTE! E scopro cosi’ che queste EPROM sono DIFETTOSE, come gia’ visto durante la riparazione del Willem (vedi link all’inizio).

Le EPROM difettose assorbono un sacco di corrente e sono secondo me responsabili del bruciarsi dei transistor che portano la Vpp sui giusti pin. Questo vuol dire che una EPROM difettosa puo’ BRUCIARE il vostro programmatore di EPROM TOP2004. Fate ATTENZIONE!

Una modifica che voglio fare su questo programmatore, dato che sul case e sotto di esso c’e’ un bel po’ di spazio, e’ TAGLIARE la pista principale della Vpp di programmazione ed inserire in serie un FUSIBILE da 100mA, in modo da preservare i transistor in uscita ed avere una indicazione immediata di EPROM GUASTA! 😉

Aggiorneremo questo articolo appena faremo la modifica del fusibile 🙂

 

Galleria foto:

L'articolo Riparazione programmatore di EPROM cinese TOP2004 sembra essere il primo su Museo dell'Informatica Funzionante.

Riparazione di un programmatore di EPROM Willem PRO 4isp

Anni fa, credo fosse il 2006, acquistammo questo programmatore di EPROM che ci sembrava al momento il migliore in circolazione. Fin dal primo momento abbiamo avuto problemi: non ha MAI funzionato per nessuna EPROM, mentre non ha dato mai alcun problema con le EEPROM, le EPROM seriali ed altri dispositivi moderni.

In realta’ l’abbiamo acquistato per uno scopo preciso: programmare le EPROM “vecchio tipo”, roba come le 2716, 2732, 2764 e simili. Ma non ci siamo mai riusciti. Chiedemmo aiuto anche su un forum di esperti:

http://www.ezoflash.com/willem_info/forum.php?show=topic&topic=1219573169

Feci un mare di test, ma la cosa si fermo’ li’. Non riuscii a cavarne nulla e lo misi da parte, in una scatola, fino a qualche giorno fa.

Ripreso in mano l’oggetto in questione, ho ripercorso i passi di quel forum, rifacendo ogni test e verificando ogni componente, compresi gli strani oggetti che sembrano fusibili ma in realta’ sono dei diodi SMD.

Su questo modello avevo gia’ modificato il gruppo alimentazione: il suggerimento era di cambiare regolatore, perche’ quello SMD scaldava troppo, andando in protezione. Alimentazione quindi sottodimensionata, una cattiva progettazione. Montai un 7805 ma, ripeto, senza successo. Il 7805 comunque funziona correttamente.

A questo punto ho avuto una idea migliore – nel 2008 non avevamo un oscilloscopio, ma oggi si.

Cosi’ mi e’ venuto in mente di controllare quello che e’ il segnale principale per programmare chip EPROM cosi’ vecchi, cioe’ la Vpp, la tensione di programmazione, che per alcuni modelli deve arrivare a circa 25V.

Mi aspetto quindi di trovare sull’uscita dell’integrato PWM (un comune ed usatissimo MC34063) una tensione continua a 25V. E invece, cosa trovo sul pin 1? Questo ORRORE:

Perche’ DIAVOLO questa tensione in uscita non e’ livellata? Me la ritrovo uguale sul pin della Vpp:

Penso immediatamente ad un condensatore di livellamento difettoso. Procedo a studiare lo schema elettrico del Willem, che metto a disposizione qui:

http://www.digital-circuitry.com/FILES/Willem/Willem_Schematics/willem_SCH3Bx.pdf

Seguo lo schema, traccio tutte le piste, verifico i transistor, e scopro cio’ che avrei dovuto scoprire anni fa, nel 2007, per poi rilasciare feedback negativo al venditore. Ecco la foto del condensatore elettrolitico di livellamento, sullo schema indicato come C3, 47uF, 35V, messo in uscita sul diodo D3:

Ma come, non lo vedete? Certo, e’ TRASPARENTE! Perche’ e’ semplicemente… MANCANTE!

Praticamente, questo programmatore di EPROM e’ stato, da sempre, DIFETTOSO perche’ privo del FOTTUTO condensatore di livellamento!

Installato al volo, ecco il risultato sulla Vpp:

26V precisi. Anni di bestemmie, ore buttate al vento, per un condensatore mancante.

Ma i problemi non finiscono qui. Proviamo a programmare qualche EPROM, ottenendo ERRORI SU ERRORI. Non c’e’ niente da fare. Il 7805 diventa INCANDESCENTE e va in protezione termica, la tensione di programmazione cade a pochi volt. A questo punto faccio due cose:

  1. Mi rompo le scatole e decido di installare un regolatore esterno 7805 in case TO3 con aletta di raffreddamento. Cosi’ voglio proprio vedere se va in protezione termica. 😉
    TIE! TIEEE!!! TIEEEEE!!!
  2. Decido di testare delle EPROM “vergini”, usate, si, ma appena recuperate da una scheda proveniente dalla spazzatura, in modo da esser sicuro di non avere per le mani EPROM difettose, che possano sovraccaricare il gruppo alimentazione.QUESTA SCELTA SI E’ RIVELATA VINCENTE.

I test con EPROM funzionanti e “nuove” hanno avuto esito positivo!


Mi sono cosi’ reso conto che alcune delle EPROM che stavamo testando erano difettose, assorbivano un sacco di corrente e mandavano in sovraccarico il gruppo alimentazione del Willem. Ora, con il 7805 esterno in TO3 con aletta di raffreddamento, questo non accade piu’, la corrente viene erogata 🙂 ed otteniamo pero’ un errore di programmazione. Con EPROM in buone condizioni, invece, nessun problema.

A questo punto ho rimosso l’ingombrante dissipatore esterno ed ho montato il 7805 direttamente sotto il case del Willem, utilizzandolo quindi come dissipatore.

Il risultato e’ comodo e carino, il Willem e’ ora perfettamente funzionante e riusciamo finalmente a programmare ogni tipo di EPROM dalla 2716 in poi – comprese alcune 2516 / 2532 che abbiamo 🙂

Un link utile e’ questo insieme di test prodotto da uno dei membri del forum citato precedentemente:

http://www.ezoflash.com/downloads/chip_test.zip

E’ un foglio di calcolo che metteremo presto online su Google Drive o su posti simili con aggiornamenti relativi ai nostri test con altri tipi di EPROM. 😉

 

Galleria fotografica:

L'articolo Riparazione di un programmatore di EPROM Willem PRO 4isp sembra essere il primo su Museo dell'Informatica Funzionante.

14/02/2017

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