Planet Italian Linux Society

2012-05-16

Antonella Beccaria

“Le Monde Diplomatique” sul “Divo Giulio”: l’eredità della prima repubblica trasfusa nella seconda

Le Monde Diplomatique

Sul numero di maggio 2012 di Le Monde Diplomatique si parla di Divo Giulio insieme al libro La Base, un laboratorio di idee per la Democrazia Cristiana di Maria Chiara Mattesini (Edizioni Studium). Firma il pezzo Enzo Di Brango

Non è semplice pensare alla prima repubblica con i disastri della seconda davanti agli occhi. Eppure quel periodo che abbiamo esecrato e rimosso ritorna, alla luce dell’attuale situazione, spesso come termine positivo di paragone. È chiaro che la positività di un attimo si infrange contro la realtà dell’oggi, eppure parlare, nel 2012, di Democrazia Cristiana, non appare un esercizio inutile. Ci sono attimi, momenti della nostra storia, che si legano a un personaggio o a un contenitore che non ci permettono di saltare, a pie’ pari, la storia come è d’uso nel nostro Paese. È il caso di due recenti pubblicazioni che sottopongono al lettore un pezzo di storia ormai passato, ma la cui attualità appare stringente, un pezzo di storia del quale si può cominciare parlare liberi dai condizionamenti cui la prima repubblica ci aveva relegati. È il caso del Divo Giulio scritto da Antonella Beccaria e Giacomo Pacini e de La Base, un laboratorio di idee per la Democrazia Cristiana di Maria Chiara Mattesini.

La Base, un laboratorio di idee per la Democrazia CristianaNel primo caso parliamo della vita e della parabola di Giulio Andreotti, nel secondo della storia di una delle correnti interne della Dc, forse la più a “sinistra” con “Forze nuove”. Insieme, esse rappresentarono un punto di vista alternativo per la coerenza di interpretazione degli umori popolari rispetto al mastodonte governativo. Le correnti della Democrazia Cristiana, soprattutto nell’ultimo scampolo di vita, non si contavano sulle dita di due mani, a dimostrazione del fatto che esercizio del potere e attività politica cominciavano a coincidere in maniera tale che oggi il risultato finale è sotto gli occhi di tutti.

Divo GiulioEppure quella politica che potrebbe essere liquidata come obsoleta, come assolutamente estranea alle dinamiche del XXI secolo, oggi mantiene il suo connotato di attenzione, non fosse altro che per la deriva del sistema partitico odierno. La Base svolse un ruolo fondamentale negli assetti politici dello scorso secolo, favorendo prima i governi di centro-sinistra e poi l’avvicinamento (miseramente naufragato) al Partito comunista italiano che appariva, negli anni Settanta, una forza in grado di proporsi come maggioranza. Ma la Dc non fu solo la Base, fu anche il partito di Andreotti, che ci ha dimostrato, a più riprese, come la politica non sia solo l’arte del possibile, ma anche un esercizio impossibile e tuttavia configurabile.

Il lavoro di Antonella Beccaria e Giacomo Pacini sulla parabola non ancora esaurita di Giulio Andreotti fornisce elementi di assoluta novità: come una telefonata tra il segretario del Divo Giulio, Franco Evangelisti, e la giornalista del Borghese Gianna Preda in cui Andreotti, di fatto, ammette la sua collocazione nell’ambito della destra fascista, e i movimenti dell’onorevole sulla questione triestina in funzione di una battaglia contro il comunismo slavo, le connivenze con la mafia accertate ma prescritte. Un personaggio, insomma, che raccoglie su di sé la storia d’Italia del dopoguerra ai giorni nostri.

by Antonella at 2012-05-16 07:09 PM

Nicola Losito

2012-05-15

Antonella Beccaria

“Dial M for Murdoch”: in un libro inglese la storia di “un potere enorme e arrogante usato per intimidire e coprire”

Dial M for MurdochÈ uscito un mese fa in Inghilterra il libro Dial M for Murdoch – News corporation and the corruption of Britain scritto dal laburista Tom Watson e dal giornalista Martin Hickman (Allen Lane). La vicenda ricostruita è quella dello scandalo intercettazioni (e non solo) che ha coinvolto e travolto il tycoon australiano Rupert Murdoch. Il libro, non ancora tradotto in italiano, viene presentato così:

Questo libro svela quali fossero i meccanismi all’interno di una delle società più potenti al mondo e il modo in cui ha esercitato la sua velenosa e occulta influenza sulla vita pubblica della Gran Bretagna. È il racconto di un potere enorme e arrogante usato per intimidire e coprire. Un potere che, divenuto evidente, ha cambiato il modo di guardare ai politici, ai servizi di polizia britannici e alla stampa. I giornali di Murdoch hanno intercettato telefoni e fregato informazioni usate poi in modo fintamente casuale per distruggere vite per anni. Fu solo dopo un triviale reportage del 2005 sul principe William che gli investigatori si imbatterono in un esteso piano criminale fatto di cinque anni di insabbiamenti che hanno nascosto e intorbidito la realtà.

Per quanto riguarda qualche recensione (sempre in inglese), se ne può leggere su BoingBoing e sull’Indipendent, per il quale Hickman lavora.

by Antonella at 2012-05-15 03:03 PM

2012-05-14

Antonella Beccaria

Nicola Losito

CircleMe, una gallery dell’applicazione per iPhone

Facendo seguito al post su CircleMe di qualche giorno fa ecco a voi una gallery con gli screenshot dell’applicazione realizzati durante l’uso …

by kOoLiNuS at 2012-05-14 06:31 AM

2012-05-12

Nicola Losito

Cubby

Un paio di settimane fa, grazie alla segnalazione dell’amico Daniele|Fokewulf sono venuto a conoscenza di un ennesimo tool per la condivisione on the cloud dei file personali: Cubby. E ho ottenuto un invito a quella che, per il momento, è una closed beta.

Cubby →

Cubby è un recentissimo progetto dei tipi di LogMeIn che si vogliono introdurre in questo mercato emergente e che avrà senz’altro sempre più importanza e fidelizzazione dell’utente, forte delle sue tecnologie per il controllo remoto di PC.

Questo simpatico video animato, in inglese, ci spiega come funziona Cubby e da cosa deriva il suo nome, e cioè dai cubicoli che ciascun alunno ha nelle scuole americane. Un deposito di cose personali ma anche una vera e propria ‘casella postale’ dove lasciare qualcosa per qualcuno…

Cosa rende Cubby diverso dagli altri tool a la DropBox, SkyDrive, CloudApp?

Semplicemente il poter scegliere se sincronizzare PC-to-PC una determinata cartella, mentre un’altra (non annidata) può essere sincronizzata anche su Web e così via.

Ci si slega così dal dover necessariamente passare da un server centrale, dal dover comunque rispettare una rigida gerarchia di ordinamento delle cartelle / file da condividere, in ultima analisi si riesce a gestire in maniera più autonoma i contenuti da dislocare sulle proprie postazioni. Con l’ultimo benefit, poi, di non avere un limite di GB di disco condiviso se la sincronizzazione avviene solo sui nostri PC e non su di una cartella sul server remoto.

Nel resto del post una piccola gallery di come l’applicazione si presenta su Mac OS X.

Su Mac il programma si installa come demone autopartente e riserva una piccola porzione della Barra dei Menù e crea una cartella My Cubby nel sistema, mettendola in evidenza nel finder, come detto le altre cartelle possono risiedere ovunque nel sistema. Andando a visualizzare quali cartelle (o cubicoli) sono attivi nel mio sistema posso vedere per ciascuno le varie possibilità di sincronizzazione / visibilità.

Tra i vantaggi rilevati nell’uso vi è una velocità di sincronizzazione (specie in LAN) di gran lunga superiore a quella offerta da Dropbox. Tenendo conto delle operazioni di criptazione prima della trasmissione e decrittazione in scrittura sul dispositivo target direi che i risultati sono più che soddisfacenti.

by kOoLiNuS at 2012-05-12 05:23 PM

2012-05-11

Antonella Beccaria

La sfida del Manifesto e il fax dei liquidatori: cessare l’attività editoriale del quotidiano

La sfida del Manifesto

La sfida del Manifesto giunge al capolinea? Domani dall’edizione cartacea si saprà di più, intanto sul sito del quotidiano si racconta che un fax arriva in redazione: i liquidatori comunicano la “cessazione di attività”:

Con i liquidatori abbiamo avviato una trattativa, e per la prossima settimana è stato fissato un incontro. Oggi il fax inatteso: “Si comunica che è stata decisa la cessazione della complessiva attività aziendale della cooperativa Il manifesto in Liquidazione Coatta Amministrativa”. Solo un “passo” formale per avviare la trattativa al ministero? Forse, ma non ci rassicura il resto del fax, in cui si parla di una cassa integrazione di 12 mesi per tutti i lavoratori.

Continua qui.

by Antonella at 2012-05-11 08:14 PM

2012-05-10

Antonella Beccaria

“Whatever will be. Sarajevo vent’anni dopo” tra lo spettro della guerra e le speculazioni di finanza e mattone

A due decenni di distanza, si vive con lo spettro della guerra e la morsa della speculazione finanziaria e immobiliare. È il documentario Whatever will be. Sarajevo vent’anni dopo, girato da Ugo Leo, lo studente del master in giornalismo dell’università di Torino che ha vinto il Premio Conflitti.

(Via Reporters)

by Antonella at 2012-05-10 06:17 PM

2012-05-09

Antonella Beccaria

“Doppler” (edizioni Blonk), il racconto che Miki Fossati fa di un dopo bomba senza bomba

Doppler di Miki FossatiCi sono persone che meritano di essere lette. E Miki Fossati è uno di questi. Per credere, si può provare a dare un’occhiata al suo blog, Mezzomondo. Ora esce il suo libro, Doppler, per i tipi di Blonk, presentato in questi termini:

Un mondo dove si incontrano le atmosfere di Philip Dick e quelle di George Orwell, e poi dice che non siamo nani sulle spalle dei giganti. Una cronaca del dopo bomba, senza bomba. Quarantotto ore. Quarantotto ore che fanno un sacco di vite. Quarantotto ore che fanno la fine e l’inizio del mondo. Quelle storie che sono già un film, di quelli dove non riesci a distrarti, di quelli che speri ci sia la pubblicità per prendere fiato.

Qui si può leggere il primo capitolo.

by Antonella at 2012-05-09 05:36 PM

Cristiano Nattero

Un articolo di Pino Cosentino sui risultati elettorali

Pubblico, col permesso dell’autore, un articolo di Pino Cosentino, di Attac Genova, sui risultati elettorali.

Lo stesso sommovimento nel corpo sociale che ha portato all’affermazione di Pisapia, De Magistris, Doria, ha causato l’affermazione del Movimento 5 Stelle: sono generati dallo stesso grembo.
E’ un vento che scuote e stravolge l’architettura politica dell’Italia. E’ l’avvio di un grande cambiamento, in incubazione da molto tempo. Non si tratta, ovviamente, di antipolitica, ma di un passo verso la vera politica, la politica dei cittadini. Seppure nelle forme spurie caratteristiche dei movimenti storici reali.

Grillo è stato bravo. E’ scomparso, ha rifiutato ogni contatto con i media, che sono andati a cercarlo fino a casa sua, a S. Ilario, ha lasciato che i riflettori si puntassero e illuminassero gli esponenti locali. Ieri (martedì 8) a Otto e mezzo sono andati i candidati sindaci di Monza e Parma. A Ballarò hanno intervistato Putti. A Rai news24 di nuovo Putti, che ha dichiarato il sostegno ai movimenti dell’acqua e ha ricordato di aver firmato la nostra carta d’intenti. Putti è l’unico candidato sindaco che è sempre stato presente alle iniziative pubbliche del Comitato genovese Acqua. Il M5S comincia ad avere dei riferimenti e dei volti, noti al pubblico, che non sono Grillo.

Il ridimensionamento della Lega, del PDL e del Terzo Polo lascia il PD come principale riferimento dell’establishment finanziario, progressista oppure conservatore e bigotto (o, in certi casi, come i teodem, tutt’e due: “progressista” e conservatore/bigotto tutt’insieme!). Abbiamo amici, in Sel e in PRC, che hanno scelto di combattere l’avversario alleandocisi. Ora diviene evidente che è anche possibile combattere l’avversario combattendolo. Ciò favorisce lo spostamento della contraddizione principale, anche nella percezione collettiva. Essa si sposta dal conflitto centrodestra-centrosinistra al conflitto centrosinistra-alternativa (democrazia, promozione dell’ambiente, dei diritti ecc.).

L’alternativa è emersa alla luce, all’onore del mondo. L’establishment è minacciato, non tanto dal M5S, o da Vendola ecc., ma da quello che ciò rivela di quanto sta avvenendo negli strati profondi della società. Loro la chiamano “instabilità”, noi lo chiamiamo “cambiamento”.
Prepariamoci a reazioni violente e inattese. L’attentato di lunedì ad Adinolfi è un pessimo segnale. Può essere opera di cretini, oppure no. Ma in ogni caso è uno strumento della reazione. La cupola paramafiosa che domina l’Italia non si arrenderà senza combattere, e i suoi metodi possono essere anche molto brutali.

Pino Cosentino

by kr1zz at 2012-05-09 11:45 AM

Carlo Perassi

Notes about festivals and Withoutabox

I’ll try to write here some notes about festivals and Withoutabox – having used it many times – as suggested by John Harrigan after a twitter conversation.

Withoutabox is the leader of its market so, as usual, its service/software is not at the state of the art and the prices are not so low but you can really reach a good number of festivals and you can avoid sending DVDs, that is very important for me… so this is my “must have” list to choose a festival on WAB – or on other services of its kind – based on what I learnt by trial and error:

  • it accepts Secure Online Screener: I don’t want to send DVDs outside Italy; their private streaming service for festivals, or other equivalent services, should be the standard way of screening candidates. We are in 2012! Streaming is cheaper, safer, faster and simpler than sending a DVD… unfortunately, many festivals in Italy and abroad still require DVDs even for the first step: asking a DVD/Blu-Ray/File is fine for the real projection during the festival, but nowadays asking a DVD just to be selected is simply annoying;
  • search information about a festival before submitting to it: googling about websites that point to it might be a good step; does this festival has some kind of “ranking”? Is its level too low for your short/feature film or, the other way around, is it over your head: ask yourself questions of this kind;
  • check if they have a good website: I’m not talking about web design :) I’m talking about information about the current and the previous editions – learning something about their admission rate and numbers is good to know if it worths to submit. AFAIK, 5% is the most common admission percentage.

By the way: at the moment, my short film Déjà Vu is going through its “festival period” and it has been admitted, in Ireland, to Corona Fastnet Short Film Festival and, in Italy, to VideoFestival City of Imperia, while – also in Italy, it has been screened on Coming Soon Television… touch wood. :)

by Carlo at 2012-05-09 10:35 AM

Nicola Losito

Offscreen magazine

Giorni fa navigando tra i feed mi sono imbattuto in questo bel progetto editoriale su carta stampata rispondente al nome di Offscreen Magazine.

www.offscreenmag.com →

Questo progetto nasce dall’idea dei suoi autori, tutti ampiamente coinvolti nel mondo del web-design, di parlare delle persone che sul web lo fanno, che sul e dal web lavorano e vivono, piuttosto che dei loro progetti. Lo fanno parlandone offline, lontano dai pixel dello schermo, dove spesso le notizie vengono bevute ed immediatamente dimenticate.

Tutto il contrario di quel che accade quando chiudendo il portatile, spegnendo il nostro smartphone o tablet, ci sprofondiamo nella nostra poltrona o nel nostro divano e ci concediamo una sana lettura “analogica”, magari corredata da una bella bevanda da sorseggiare tra un paragrafo ed il successivo.

Come si vede dalle immagini riportate, e da altre presenti nelle anteprime sul loro sito web, il magazine è frutto di un lavoro certosino e di un amore verso lo stesso sia come prodotto che come argomento.

Se anche a te pare una bella iniziativa perché non la supporti – come ho fatto anch’io – sottoscrivendone l’abbonamento?

by kOoLiNuS at 2012-05-09 06:38 AM

2012-05-07

Antonella Beccaria

Da stasera “Lucarelli Racconta”, storie di uomini che misero una “mano davanti alla locomotiva”. Si inizia con Nicola Calipari

Lucarelli Racconta

Riparte questa sera su RaiTre la trasmissione Lucarelli Racconta di Carlo Lucarelli. La prima puntata alla quale ho collaborato si intitola Nicola Calipari, in quel luogo e in quel momento:

La storia di Nicola Calipari, un poliziotto atipico, colto e gentile, con un grande senso dello Stato. Dagli inizi della sua carriera in Calabria, dove contrasta le attività criminali della ‘ndrangheta, alla Seconda Guerra del Golfo, in Iraq, dove è presente come capo del reparto delle operazioni speciali all’estero del SISMI.

A Baghdad nella notte del 4 marzo del 2005 in un punto della pericolosa Route Irish il destino di quel poliziotto si incrocia con i destini di altre due persone in modo fatale: il soldato statunitense Mario Lozano e la giornalista italiana Giuliana Sgrena appena liberata dopo un rapimento. Calipari viene ucciso dal fuoco della mitragliatrice di Lozano, mentre con il proprio corpo fa scudo alla giornalista.

La linea che sottende tutte le sei puntate di questa serie è quella tracciata dallo scrittore Giorgio Scerbanenco quando scriveva: “Chi mette la mano davanti alla locomotiva in corsa? [...] Porre la mano davanti alla locomotiva a volte significa fermarla”. I nostri uomini davanti a un treno sono questi:

Da un poliziotto scomodo a un amministratore politico onesto, da un giornalista curioso a un medico che fa semplicemente il suo dovere di cittadino: figure di questo genere, esemplari ma allo stesso tempo comuni, in cui è possibile riconoscersi, danno la possibilità di immaginare una realtà migliore in cui le regole e la legalità vengono rispettate.

Alle singole storie fanno da sfondo i problemi irrisolti del nostro Paese: le organizzazioni mafiose, le zone grigie di connessione tra politica e criminalità, l’assenza dello Stato, il terrorismo, l’emarginazione culturale e sociale, la pericolosità dei meccanismi economici e finanziari.

La seconda puntata a cui ho collaborato si intitola “Gli uomini dello Stato” e andrà in onda il prossimo 28 maggio. Sono le storie di Boris Giuliano, Pasquale Juliano, Giuseppe Montalto e Loris Giazzon.

by Antonella at 2012-05-07 08:24 AM

Carlo Perassi